Durabilità, affidabilità e qualità costruttiva sono l'anima della tecnologia italiana — con PV Magazine

Michele Torri, fondatore e CEO di Torri Solar, spiega a pv magazine Italia di essere favorevole a un requisito Made in EU solo a determinate condizioni.
La voce di Torri Solar
Michele Torri, fondatore e CEO di Torri Solar, spiega a pv magazine Italia di essere favorevole a un requisito Made in EU solo a determinate condizioni. “Per noi Made in EU non può limitarsi al semplice assemblaggio finale in Europa: deve significare valore industriale reale generato sul territorio, con criteri chiari su filiera, tracciabilità, responsabilità produttiva e continuità nel tempo”, dice Torri.
Secondo l’imprenditore, la filiera italiana ha una “cultura del fare prodotto” profondamente diversa rispetto a modelli industriali extra-UE. “La manifattura italiana, e in particolare quella legata all’ingegneria e al prodotto energetico, è storicamente orientata a durabilità, affidabilità e qualità costruttiva, non alla logica del costo minimo o della sostituzione rapida”, sostiene Torri.
Torri considera comunque il Made in EU un’opportunità, soprattutto nel caso di regole chiare. “Torri si posiziona in modo unico: non come alternativa al prodotto mainstream solamente perché prodotto in Italia, ma come categoria distinta, che mette al centro la resistenza meccanica, la sicurezza dell’impianto e la continuità delle prestazioni nel lungo periodo”.
“Nei bandi pubblici e nei meccanismi di incentivo dovrebbero entrare criteri tecnici più evoluti: requisiti di robustezza, sicurezza antincendio, ispezionabilità, affidabilità nel lungo periodo e modelli costruttivi che riducano il rischio operativo degli impianti”, dice Torri, che chiede poi sostegno strutturale agli investimenti industriali orientati verso brevetti e innovazione di prodotto.
Torri afferma che, per il 2026, vuole consolidare la crescita della produzione italiana, introducendo tra l’altro nel mercato italiano il pannello X-Core². Al momento la capacità produttiva è di circa 80 MW annui. “Introdurremo un ulteriore sistema di elettroluminescenza direttamente in fase di stringatura, che si affiancherà ai due controlli già presenti in linea, con l’obiettivo di azzerare le criticità legate al circuito in silicio e innalzare ulteriormente gli standard qualitativi”, dichiara Torri.
“Vediamo l’n-Type come la base industriale più solida oggi disponibile, mentre soluzioni come xBC potranno trovare spazio in segmenti dove qualità ed efficienza vengono realmente valorizzate. La perovskite rappresenta un’area di grande interesse tecnologico, ma prima di diventare rilevante dovrà dimostrare stabilità, durabilità e affidabilità certificata nel mondo reale”.
Secondo Torri, il modello costruttivo Prisma 4.0 massimizza sicurezza e longevità del modulo: “pannelli tre volte più robusti e otto volte più resistenti alla grandine rispetto al prodotto mainstream e ai requisiti IEC di riferimento. Stessa filosofia della tecnologia brevettata X-Core² che ridistribuisce il carico applicato sul pannello fino a 5 volte”.
Fonte: PV Magazine — Sergio Matalucci e Massimiliano Tripodo.








